La Cosmo-Art


del Prof. Antonio Mercurio




Per definire la Cosmo-Art, riportiamo qui di seguito, alcuni brani estratti per gentile concessione dell'Autore, dal libro
"TEOREMI E ASSIOMI DELLA COSMO-ART", Ed. Sur, Roma, 2004.
Per maggiori informazioni o per acquistare il libro, clicca qui

TEOREMI E ASSIOMI DELLA COSMO-ART

PREMESSA SULLE ORIGINI

Dell'origine degli infiniti universi se ne può parlare solo con un'immagine poetica. All'origine delle origini c'era una bambina, la VITA, un Puer Eternus, dicono altri poeti, alla quale piaceva giocare con le bolle di sapone, così come piace sin dai tempi antichi a tutte le bambine. La VITA, soffiava sul cerchio con l'acqua e sapone e vedeva con meraviglia le infinite bolle, che nascevano le une dalle altre in un'unica sequenza o in sequenze successive, sempre danzando nella luce, per il godimento dei suoi occhi e del suo cuore. Ogni bolla era un universo. Ora accadde che la VITA, la quale è potente ma non è onnipotente, che è intelligente ma non è onnisciente, di questo non si doleva, ma di una cosa si doleva immensamente: sapeva che era eterna ma sapeva pure che non era immortale. Per vivere, doveva sempre incarnarsi in forme diverse e ogni forma nuova poteva apparire solo alla morte della forma precedente. Le sue bolle potevano durare un'eternità ma era un'eternità che si consumava in un istante. Tutte nascevano e morivano. Non ce n'era nessuna che nascesse e non morisse più. Che immenso dolore! Finchè un giorno arrivò l'idea vincente. Dentro una speciale bolla di sapone, la VITA mise gli umani, e poi insegnò loro come fondere insieme dolore, saggezza e arte, e da essi nacque un'opera d'arte, un'opera d'arte dotata di vita immortale, che si staccò dalla bolla e si mise a volare danzando da una bolla all'altra, da un universo all'altro, all'infinito. Era come se su ogni bolla potesse posarsi, con la sua Rosa in mano, ormai senza più spine, un "Piccolo Principe", che ora veniva danzando felice e contento e che non doveva più farsi mordere da un serpente per poter volare da un universo all'altro. Bastava immaginare di volare e subito il volo si realizzava. Immortale il Piccolo Principe, immortale la VITA in lui e con lui e immortale la bolla che gli aveva dato la vita, anche se ormai, come bolla, aveva cessato di esistere. Ora la VITA era contenta e non provava più dolore; ora essa era eterna ed era insieme immortale. Poteva ancora cambiare forma così come cambia forma un'opera d'arte vista da un angolo e vista da un altro; letta da uno e letta da un altro. Ma cambiare forma non significava più morire; significava arricchirsi continuamente di nuova vita e di nuovi significati. Tutto ciò accadde nel passato ma si dispiegò nel futuro che doveva ancora venire. Ciò che appartiene al passato si può raccontare e ciò che appartiene al futuro si può solo sperare.

***

PRIMO TEOREMA

Esistono infiniti universi e tutti intelligenti ma non tutti allo stesso modo. Tutti insieme formano un solo ed unico superorganismo vivente.

SECONDO TEOREMA

L'universo nel quale viviamo, è intelligente, libero e creativo, pur con i limiti che gli appartengono ed ha un suo speciale progetto da realizzare che gli è stato affidato dalla Vita: il progetto della Bellezza Seconda.

TERZO TEOREMA

Coerentemente con il primo e il secondo teorema nasce il terzo teorema, il teorema della cosmo-art o il teorema della bellezza seconda (v. A.M. "Gli Ulissidi" - Il teorema e il mito per navigare da un universo all'altro).

QUARTO TEOREMA

La bellezza seconda è il frutto della fusione tra le forze umane e le forze cosmiche. Le une sono indispensabili alle altre e viceversa. Le une e le altre si trovano all'interno di ogni essere umano ma il modo come fondere le une con le altre si trova solo nel SE' Corale.

QUINTO TEOREMA

L'insieme degli universi è un sistema vivente. Ogni sistema contiene una rete di sottosistemi e di proprietà emergenti che emergono solo come frutto dell'agire di molte cause fuse insieme che appartengono al sistema intero. Una proprietà emergente non appartiene mai al sottosistema in quanto tale ma alla totalità del sistema.

SESTO TEOREMA

Intelligenza, libertà e creatività sono i mattoni fondamentali della Vita. La verità, l'amore e la bellezza sono mattoni che si aggiungono dopo. La Vita è prima di qualsiasi altra cosa ed è prima del sistema vivente dell'insieme degli universi. È prima anche dell'esistenza del SE', sia personale che cosmico. La Vita è e diviene e possiede l'arte di fondere la morte con la vita e l'arte di fondere l'essere con il divenire per poter creare, nel tempo, quello che non possiede dall'eternità: una forma di vita insieme eterna ed immortale. Perché la Vita così com'è è eterna ma non è ancora immortale.

SETTIMO TEOREMA

La Vita non è l'Essere Supremo. La Vita non è Dio.

*** (La premessa sulle origini si basa sul fatto che l'Autore quando parla della Vita sta parlando di un concetto di vita che non si identifica più e soltanto con la vita biologica ma con qualcosa di immensamente diverso e sconosciuto di cui la vita biologica è solo una piccola espressione). ***

CONSIDERAZIONE FINALE

La Vita genera infiniti universi con forme di vita diverse per ogni universo. Per quanto mi riguarda sono convinto che i genitori biologici sono solo degli intermediari tra noi e la Vita, tra noi e l'universo. In assoluto la Vita è mia madre e l'universo nel quale vivo è mio padre. La Vita mi dà l'energia vitale e creativa per vivere e per operare. L'universo mi dà tutto quello che mi serve per poter realizzare i suoi progetti e i miei progetti, se io mi centro sul suo asse.

***

PRIMO TEOREMA

Esistono infiniti universi e tutti intelligenti ma non tutti allo stesso modo. Tutti insieme formano un solo ed unico superorganismo vivente.

(Questo teorema, come pure quelli successivi, sono basati su ragionamenti analogici e non su ragionamenti matematici). Esistono, sul pianeta terra, infinite specie viventi e tutte sono intelligenti ma non tutte allo stesso modo. Ogni specie si sceglie la nicchia in cui svilupparsi ed evolversi e si adatta ai bisogni e alle risorse di quella particolare nicchia. Ogni specie, dunque, oltre che essere intelligente è anche dotata di libertà e di creatività, pur se ambedue costrette entro determinati limiti. Ogni specie si dà un compito diverso da quello delle altre. Nessuno glie lo ha imposto dal di fuori; ognuna lo ha scelto dal di dentro. I compiti di tutte le specie sono organizzati armonicamente tra loro in modo da poter creare e mantenere quella che noi chiamiamo la biosfera, come se si trattasse di un solo e unico organismo vivente. C'è una comunicazione costante tra tutte le specie e all'interno di ogni specie. Noi conosciamo solo alcune forme di questa comunicazione ma non tutte. Ci sono meccanismi continui di azioni e retroazioni che guidano il proliferare di una specie rispetto ad un'altra. Ogni specie lotta per la sua sopravvivenza ma non tutte sono destinate a sopravvivere. C'è una causalità circolare che guida e determina i successi di alcune e gli insuccessi di altre. Quello che vale per la specie in generale vale anche per ogni individuo appartenente a una specie e certamente vale per ogni individuo che appartiene alla specie umana. Ogni individuo, poi, è sempre un superorganismo rispetto alle sue componenti minime: cellule, molecole, atomi. Anche gli universi hanno, oltre l'intelligenza, libertà e creatività, pur se limitate e costrette entro determinati limiti e condizioni. Ogni universo ha un suo compito specifico che è armonizzato con quello di tutti gli altri universi che esistono o che esisteranno in futuro. Tutti gli universi comunicano tra di loro ma ancora non ci è dato conoscere come. Dalla legge della gravitazione generale sappiamo che tutti gli atomi di questo universo sono in comunicazione tra di loro e dalla meccanica quantistica sappiamo che ciò vale ugualmente per tutte le particelle e subparticelle atomiche. Come tutti gli individui di una specie presi insieme formano il superorganismo chiamato specie e come le specie prese tutte insieme formano il superorganismo della biosfera così tutti gli universi presi insieme formano un solo e unico superuniverso, un solo e unico superorganismo vivente.

SECONDO TEOREMA

L'universo nel quale viviamo, è intelligente, libero e creativo, pur con i limiti che gli appartengono, ed ha un suo speciale progetto da realizzare che gli è stato affidato dalla Vita: il progetto della Bellezza Seconda.

Questo universo, nel suo formarsi, ha scelto da sé, e nessuno glie le ha imposte, determinate leggi fisiche e non altre (v. Lee Smolin: "La vita del cosmo"), le quali hanno reso possibile l'apparire e l'evolversi della vita cosmica, della vita biologica, della vita culturale, della vita spirituale e della vita artistica. Questo non sarebbe potuto accadere se l'universo non fosse intelligente, libero e creativo. La vita biologica è basata sulla chimica del carbonio. Niente vieta di pensare che esistano altri universi con forme di vita basate su altre leggi fisiche e chimiche che noi non conosciamo. Noi sappiamo che la vita di un'opera d'arte dipende dalla chimica del carbonio che è quella con la quale funziona l'organismo umano che poi si darà l'identità di artista, ma sappiamo anche che la vita di un'opera d'arte non è basata sulla chimica del carbonio. Come questo avvenga per noi è un mistero ma è certo che è così. Alla domanda: è possibile che il meno contenga il più? La risposta è sì, a condizione che il meno sia inserito nella causalità circolare di un sistema e che il più sia il frutto di varie concause e non di una sola causa. Come nella biosfera di questo pianeta terra tutte le specie hanno un compito armonico e funzionale al mantenimento e allo sviluppo della biosfera, così nella varietà degli universi c'è pure un compito armonico da realizzare di cui noi ancora non siamo a conoscenza. Il primo assunto di questo teorema è che la vita di questo universo non è fine a se stessa ma è in funzione armonica alla vita di tutti gli altri universi. Il secondo assunto è che questo universo ha leggi specifiche e compiti specifici diversi da quelli di altri universi e queste leggi e questi compiti se li è scelti da sé anche se è la Vita che gliel'ha chiesto. Il compito specifico di questo universo è la creazione della Bellezza Seconda senza la quale non è possibile che la Vita possa viaggiare da un universo all'altro.

TERZO TEOREMA

Coerentemente con il primo e il secondo teorema nasce il terzo teorema, il teorema della cosmo-art o il teorema della bellezza seconda

(v. A.M. "Gli Ulissidi" - Il teorema e il mito per navigare da un universo all'altro).
Esiste la bellezza prima, quella creata dalla natura ed esiste la bellezza seconda, quella creata dall'uomo in armonia con le leggi della Vita. La prima è mortale, la seconda è immortale. Se la Vita vuole essere non solo eterna ma anche immortale può farlo solo se affida all'uomo il progetto di creare la bellezza seconda. L'uomo, artista della sua vita e della vita dell'universo, è chiamato a creare un tipo di bellezza che non esiste in natura e che non sarà mai soggetto alla morte né all'entropia né alle leggi gravitazionali dello spazio-tempo di questo universo. Una bellezza che è formata da un campo di energia inestinguibile, che può viaggiare da un universo all'altro e noi con essa. Per poter creare questa bellezza è necessario che esista il dolore, è necessario che esista la morte, è necessario che esista l'arte ed è necessario che esista la saggezza (v. A.M. "Gli Ulissidi", cap.V). Un artista che non si confronti con il dolore e con la morte non può creare nulla di immortale. Ma chi si confronta solo con il dolore e con la morte e non conosce i segreti dell'arte, non può creare nessuna bellezza. D'altra parte solo un uomo che è saggio sceglierà di fare l'artista e di non fare la vittima, posto di fronte al dolore e di fronte alla morte (v. Charlie nel film "Scent of a woman"; cfr.A. M. "La nascita della Cosmo-Art" : 1° Laboratorio di Cosmo-Art) Ogni baco da seta crea un determinato quantitativo di fili di seta. Poi viene l'essere umano che, artigiano e artista qual è, unisce i fili di seta di un baco con quelli di altri migliaia di bachi e crea un abito bellissimo. Ogni singolo baco non vedrà mai l'abito completo. Per questo dirà che la sua vita non ha senso? Per questo si opporrà a diventare seta? Il baco da seta non sa nulla dell'uomo che verrà e trasformerà la sua seta in un abito o in un foulard che fa bella mostra di sé attorno al collo di una donna. Noi neppure sappiamo chi tesserà la bellezza creata da noi nella nostra vita e quale sarà il risultato finale, ma possiamo ragionare, possiamo immaginare e possiamo sperare e affidarci al progetto della Vita. Dipende da noi se situarci a livello di intelligenza del baco da seta o se situarci a livello dell'intelligenza dell'artista. Se la Vita si affida a noi, possiamo noi affidarci alla Vita? Senza l'ossigeno non possiamo respirare e non possiamo vivere. Ma chi si ricorda che l'ossigeno è stato trasformato e creato, prima che dagli alberi, da una legione sterminata di cellule "insignificanti", i cianobatteri, milioni e milioni di anni fa? Noi siamo cellule insignificanti o siamo bachi da seta e artisti della vita che prima filano la seta e dopo la tessono creando bellezza immortale? Dipende da noi cosa scegliere. Ma una cosa è certa: la Vita ha bisogno di noi e ha creato questo specifico universo, diverso da tutti gli altri, perché l'uomo potesse nascere ed evolversi sino a diventare artista della sua vita e artista della vita dell'universo. Quando S. Hawking nel libro "Dal Big Bang ai Buchi Neri" si chiede: "Perché l'universo si dà la pena di vivere"? non sa darsi una risposta. La Cosmo-Art ha trovato una sua risposta che è geniale, bella ed elegante e se Hawking la conoscesse di sicuro ne sarebbe contento.

QUARTO TEOREMA

La bellezza seconda è il frutto della fusione tra le forze umane e le forze cosmiche. Le une e le altre si trovano all'interno di ogni essere umano ma il modo come fondere le une con le altre si trova solo nel SE' Corale.

Il SE' Corale non esiste se prima non viene creato. Per crearlo è necessario che l'Io di due o più persone arrivino gradualmente a fondersi insieme sotto la spinta di un progetto comune per creare bellezza. Così è per il SE' Corale di coppia e così è per il SE' Corale di gruppo. La fusione dell'Io col Tu e la fusione dell'Io con gli Altri è il frutto di un costante agire delle forze umane. L'agire della natura e l'agire del cosmo sono impotenti a creare da soli questo tipo di fusione. Questo è un argomento di tutta evidenza. Un accenno sulle forze cosmiche. Una stella non esiste se non viene creata. Per crearla è necessario che una nube di atomi di idrogeno si condensi attorno a un centro di gravitazione, arrivi alla collassazione e poi con la fusione degli atomi di idrogeno dia inizio alla reazione termonucleare. Sono tanti i fattori e le cause che contribuiscono al formarsi di una stella. Tutti questi fattori operano insieme per un solo ed unico scopo; operano come un unico organismo vivente frutto di un SE' Corale Cosmico. Gli scienziati (v. Lee Smolin) dicono che per creare una galassia ellittica, ci vuole la fusione di due galassie a spirale. Una galassia ellittica può dare origine a un grande buco nero alimentato dalla massa delle stelle che vi precipitano dentro. All'interno di questo buco nero può nascere un nuovo universo. Due galassie che si fondono insieme creano una immensa forza cosmica che è originata dal SE' Corale del Cosmo. In che modo le forze cosmiche interagiscano con le forze umane ci è ancora sconosciuto e possiamo solo averne qualche intuizione. La bellezza creata dagli artisti è anch'essa frutto di un SE' Corale anche se comunemente essa viene attribuita solo all'artista che le ha dato la forma finale. Ma quando leggiamo le analisi dei critici d'arte sappiamo che la verità è un'altra e scopriamo quanto numerosi siano i fattori che concorrono per generare tutti insieme un'opera d'arte. Un esempio tra tanti: la cappella Sistina non sarebbe mai esistita senza la cocciuta insistenza del Papa Giulio II che l'ha voluta a tutti i costi anche andando a cercare Michelangelo con le guardie dopo che se n'era scappato in Toscana. Che le forze cosmiche si fondano con le forze umane noi, gente comune, ne sappiamo qualcosa solo attraverso l'astrologia la quale ci spiega in che modo pianeti e costellazioni influenzino il nostro modo di essere e di agire. Ma l'astrofisica comincia ad essere sempre di più alla portata di molti e da lì è possibile apprendere tante cose che non sono più ambito esclusivo degli scienziati. Secondo la cosmo-art le forze cosmiche sono già all'azione insieme con le forze umane sin dalla vita intrauterina. Il dolore che colpisce l'Io fetale attraverso un trauma è una forza cosmica; il modo provvisorio con cui l'Io fetale lo affronta con i meccanismi di difesa e di offesa, per non soccombere e morire, è una forza umana. Tuttavia è ormai chiaro a un sempre maggior numero di persone che vivere basandosi soltanto sulla sicurezza che ci viene dalle strategie difensive e offensive significa sopravvivere e non vivere e che, comunque, questi meccanismi prima o poi ci vengono strappati dalla vita e i casi sono due: o troviamo soluzioni radicali e creative ai nostri traumi o ben presto salteremo in aria in un modo o nell'altro. Nei gruppi antropologici e nei gruppi di cosmo-art è possibile apprendere la metodologia per creare il SE' Corale e in questa fornace di energia umana e cosmica insieme è possibile apprendere a fondere l'una con l'altra per poter creare la bellezza seconda. In essi si apprende pure come creare un ponte tra la vita intrauterina e la vita intracosmica e da qui alla vita ultracosmica. Per questo ponte passano infinite energie che possono trasformare radicalmente la vita umana.

Riassumendo: Poiché ci sono molti universi è necessario avere una vita immortale che sia capace di viaggiare da un universo all'altro. Alcuni sognano una vita biologica immortale, la cosmo-art sogna quella vita immortale che è propria della bellezza seconda. La bellezza seconda può essere frutto del SE' Corale e del principio organismico e non del SE' Personale separatamente preso. L'Io deve dunque creare assieme ad altri un SE' Corale che sia la sintesi di due (un Io e un Tu) o più persone (l'Io e gli Altri). Ogni sintesi produce un quantum di bellezza seconda. Una complessità di quantum di bellezza produce la vita immortale della bellezza seconda. Queste sintesi si creano con l'energia della saggezza, l'energia del dolore e l'energia dell'arte la quale mette il progetto e dà la forma finale. La sintesi è la fusione. La fusione è il frutto di una complessità di cause che operano tutte insieme secondo le modalità del principio organismico. Negli organismi la forza che vince la repulsione è il progetto. La forza che assicura la continuità dell'attrazione è l'amore. La bellezza prima è data dalla natura; la bellezza seconda è data da una vita che si trasforma continuamente per mezzo della fusione. La fusione suppone la macerazione delle parti che devono fondersi e senza la presenza del dolore non può esserci macerazione. Il dolore è la forza cosmica che può macerare l'Io, il suo assoluto e la sua volontà di potenza, per disporlo alla fusione. L'Io artista, individuale e corale, conosce il modo e il quando la fusione debba avvenire, affinché il frutto sia la bellezza e non la follia o la morte. L'Io Cosmico senza l'aiuto dell'Io artista, individuale e corale,non può creare nessuna bellezza che sia immortale.

QUINTO TEOREMA

L'insieme degli universi è un sistema vivente. Ogni sistema contiene una rete di sottosistemi e di proprietà emergenti che emergono solo come frutto dell'agire di molte cause, fuse insieme, che appartengono al sistema intero. Una proprietà emergente non appartiene mai al sottosistema in quanto tale ma alla totalità del sistema.

Un sistema è vivente se è dotato di intelligenza, libertà e creatività, qualunque sia la presenza, grande o piccola, nel sistema di questi tre fattori congiunti. Un sistema è fatto di sottosistemi. (Il tutto è composto da molte parti: l'insieme delle parti è maggiore della somma delle parti ). Se un sottosistema è vivente, necessariamente tutto il sistema è vivente, perché la vita del sottosistema è una proprietà emergente (v. F. Capra: "La rete della vita") che è frutto della causalità circolare dell'intero sistema. Se l'uomo è un essere vivente, necessariamente l'universo è un essere vivente. Se il pianeta terra è vivente (Teoria di Gaia, di Lovelock), il sistema solare è vivente e, risalendo a catena, il sistema della galassia della Via Lattea è vivente, questo universo è un sistema vivente e l'insieme degli universi è un sistema vivente perchè è dotato di intelligenza, libertà e creatività, in essere e in divenire. Un organismo biologico (l'uomo, l'animale, la pianta o un batterio) è vivente perché è un sottosistema che fa parte di un sistema vivente, la biosfera del pianeta terra, che è dotato di intelligenza, libertà e creatività. Un organismo biologico diventa cadavere quando perde il campo energetico che è costituito da intelligenza, libertà e creatività e che interagiscono insieme come un tutt'uno in tutto il sistema. Se il campo energetico si spezza o si dissolve, si dissolve o si spezza la vita. Se un virus ora resiste ai farmaci e prima, invece, soccombeva, vuol dire che è dotato di intelligenza e quindi impara, di libertà e quindi sceglie quali mezzi difensivi darsi, di creatività e quindi crea una struttura nuova che prima non aveva e che ora è attrezzata per resistere al farmaco. Se un sistema è vivente, è dotato di vita e, dunque, il concetto di vita non può essere riferito solo alla vita biologica perché l'insieme degli universi non è in sé riducibile alla sola vita biologica così come non lo è un sistema galattico o un sistema solare. Nel nostro sistema solare, la vita biologica è solo una delle "proprietà emergenti" che sono potenzialmente contenute nel sistema. Se ne deduce che ridurre il concetto di vita solo alla vita biologica è un grave errore. Le proprietà emergenti appartengono al sistema e non alle singole parti che compongono il sistema e, dunque, non possono emergere se non come frutto dell'intero sistema. Le proprietà dell'acqua non sono contenute nelle proprietà dell'idrogeno o in quelle dell'ossigeno, separatamente presi. Ma se idrogeno e ossigeno si fondono nei giusti rapporti (due parti di idrogeno con una parte di ossigeno) si crea l'acqua e allora appaiono, e solo allora, le proprietà dell'acqua. Su scala planetaria potremmo dire che la vita biologica è solo una delle "proprietà emergenti" del pianeta Terra. Altre proprietà emergenti e autocreantesi, che già sono apparse sul pianeta Terra, sono: il linguaggio, la cultura, l'arte e le civiltà. Queste sono tutte forme di vita non biologica che si autocreano e si autoevolvono, perché facenti parte del flusso della causalità circolare del sistema. La vita spirituale dei popoli è anch'essa una forma di vita emergente così come la vita culturale. Cambiando angolo visuale potremmo anche dire che la vita culturale e la vita spirituale sono due proprietà emergenti della vita biologica, proprietà che sono emerse in un cammino di milioni di anni. Qui si pone una domanda: Non potremmo scoprire un giorno che una forma di vita immortale essa pure è una delle possibili proprietà emergenti della vita biologica? L'universo a cui apparteniamo si evolve in miliardi di anni. C'è voluto del tempo prima che apparissero le galassie, una proprietà emergente dell'universo. C'è voluto del tempo prima che apparisse il sistema solare, di certo una proprietà emergente della galassia della Via Lattea. C'è voluto del tempo ma poi è apparso il pianeta Terra, una proprietà emergente del sistema solare. C'è voluto del tempo ma poi è apparsa la vita biologica, una proprietà emergente del pianeta Terra. Ci vorrà del tempo, ma perché un giorno non potrebbe apparire la vita immortale umana di forma non biologica come una proprietà emergente della vita biologica? Il nostro universo è un sottosistema dell'insieme degli universi. Il cuore, così come il cervello, il fegato o l'intestino, è un sottosistema del sistema che è l'intero organismo umano. L'insieme di questi sottosistemi formano una rete che rendono la vita operante per scopi specifici che vanno al di là della vita biologica: fare cultura, fare arte, creare bellezza. Il nostro universo ha un compito specifico che un giorno entrerà in rete con gli altri universi. La cosmo-art ritiene che questo compito specifico sia la creazione della bellezza seconda, una bellezza immortale che è una proprietà emergente della vita biologica fusa insieme ad altre concause. Stando in questo universo, possiamo immaginare a cascata una proprietà emergente che nasce da una precedente proprietà emergente, non più seguendo il principio di causa ed effetto secondo una causalità lineare, ma seguendo il principio della causalità circolare: molte concause, unendo insieme le loro specifiche energie producono una super energia che è capace di produrre effetti che una causa isolata dalle altre non avrebbe mai potuto produrre. Questo, si può supporre, è quello che accade nei gruppi antropologici e nei gruppi di cosmo-art quando si crea il SE' Corale. Molti individui unendosi insieme creano una sinergia di forze speciali, che è come una superforza la quale, una volta creata, penetra all'interno di ogni individuo e opera delle trasformazioni che sono proprietà emergenti dell'individuo ma che l'individuo da solo non sarebbe stato mai capace di creare.

SESTO TEOREMA

Intelligenza, libertà e creatività sono i mattoni fondamentali della Vita. La verità, l'amore e la bellezza sono mattoni che si aggiungono dopo. La Vita è prima di qualsiasi altra cosa ed è prima del sistema vivente dell'insieme degli universi. È prima anche dell'esistenza del SE', sia quello personale sia quello cosmico. La Vita è e diviene e possiede l'arte di fondere la morte con la vita e l'arte di fondere l'essere con il divenire per poter creare, nel tempo, quello che non possiede dall'eternità: una forma di vita insieme eterna ed immortale. Perché la Vita è eterna ma non è ancora immortale.

Non sappiamo e, forse, non sapremo mai, quale sia l'essenza della Vita ma una cosa la sappiamo con certezza ed è questa: essa è dotata di intelligenza, di libertà e di creatività e sappiamo pure che ogni vivente che promana dalla Vita è un essere dotato anch'esso di intelligenza, di libertà e di creatività. Ora ogni vivente perché sia vivente ha insieme l'essere e il divenire. Ne consegue che anche la Vita è e diviene; ha insieme l'essere e il divenire. In molte sue forme la Vita è soggetta alla morte ma, poi, essa si inventa, nel corso della storia, nuove forme di vita che affrontano la morte e la sconfiggono per sempre, per cui il suo essere e il suo divenire diventano eterni ed immortali. Il Dio di Aristotele è ma non diviene, è immobile ed immutabile; ne consegue che non è un Vivente. Allo stesso modo un essere umano che è ma non diviene, cioè che non cambia mai e non si trasforma mai perché resta fissato rigidamente nei suoi vecchi schemi mentali con cui è nato e nei suoi vecchi comportamenti con i quali si è sempre identificato, anche se crede di essere un vivente è un'ombra ma non è un vivente. Conciliare insieme l'essere e il divenire è un'arte, un'arte suprema, l'arte della Vita; il Dio di Aristotele non possiede quest'arte e molti esseri umani che si sono forgiati a immagine e somiglianza di questo Dio non sanno nulla di quest'arte e quindi non sanno nulla della Vita. Possiedono la vita così come l'ombra possiede una vita ma non conosceranno mai nulla della pienezza e della bellezza della Vita così come l'ombra non conosce nulla nè dell'una nè dell'altra. Dell'arte del cambiamento e della trasformazione sono maestri i saggi cinesi ed essi hanno dispensato la loro arte e la loro saggezza nel libro immortale de "I Ching". La sophia-art e la cosmo-art sono un modo nuovo di coniugare arte e saggezza e di far esistere insieme l'essere e il divenire in una forma di vita immortale qual è quella della bellezza seconda, la bellezza che non muore mai. Un albero è e diviene ma poi, un giorno, morirà. Il corpo umano è e diviene ma poi, un giorno, morirà. Una stella è e diviene ma poi, un giorno, anch'essa morirà. Non solo le stelle ma anche le galassie e l'universo che le contiene, un giorno, moriranno. Un'opera d'arte è e diviene ma, per sua natura, non morirà mai. Questo è il grande potere dell'arte, immensamente superiore a quello della natura. Una vita vissuta, individualmente e coralmente, come opera d'arte, crea una bellezza seconda che non morirà mai. Il potere dell'arte e della saggezza, fuse insieme, è un potere ancora più grande di quello della sola arte. Usate la vostra immaginazione per seguire il percorso di un'opera d'arte attraverso la storia (l'Ultima Cena di Leonardo da Vinci, per esempio?) e poi usate la vostra immaginazione, se potete, per immaginare i percorsi futuri di una vita vissuta come opera d'arte. Dante Alighieri non vi basterà più e gli scrittori di fantascienza neppure. Il pensiero orientale secondo il quale solo l'essere è e il divenire è pura illusione non è un pensiero che possa essere di aiuto alla sophia-art e alla cosmo-art. Il pensiero orientale ha due gravi carenze: esso risolve il problema degli opposti eliminando uno dei due opposti e così ha eliminato con un colpo solo l'arte della conciliazione degli opposti e il mistero della Vita. Inoltre elimina il significato del dolore e la sua importanza nella storia, quella individuale e quella dei popoli, perchè anche il dolore è illusione. Elimina anche la morte e il suo significato importante e indispensabile a servizio della Vita, perché anche la morte è illusione. Per finire elimina anche l'individuo, perché anch'esso è illusione, ed elimina l'immensa portata del suo potere artistico creativo. Se l'individuo è una parte del SE' e il suo destino è quello di annullarsi nel SE' come una goccia d'acqua si annulla nel mare, esiste il SE' ma non esiste più l'individuo, esiste il mare ma non esiste più la goccia. Non esiste più la storia e non si capisce più perché noi umani stiamo qui a soffrire. Immensa crudeltà del SE' e immensa povertà dell'India fino a quando non è arrivato Gandhi e ha ridato speranza e dignità ai paria, speranza e dignità e creatività all'individuo e al suo potere di modificare la storia e di modificare la vita dell'universo, anzi la vita stessa della Vita e anche quella del SE'.

TESTO E COMMENTO RIGO PER RIGO:

Intelligenza, libertà e creatività sono i mattoni fondamentali della Vita. La verità, l'amore e la bellezza sono mattoni che si aggiungono dopo.
Commento:
L'Energia che si trasforma in materia e la materia che si trasforma in energia posseggono intelligenza, libertà e creatività. Gli scienziati sanno che l'atomo possiede intelligenza, libertà e creatività e così pure un virus e una spora. L'uomo ha raggiunto oggi il potere di aggiungere all'energia e alla materia nuova intelligenza, nuova libertà e nuova creatività. Da sempre l'uomo ha avuto il potere di aggiungere altri mattoni ai mattoni fondamentali della vita: verità, libertà, amore e bellezza. Questi sono alcuni tra i valori più importanti che l'uomo può aggiungere alla sua vita. Quello che l'uomo aggiunge alla sua vita lo aggiunge alla Vita. Tra tutte le forme viventi solo l'uomo può aggiungere i valori alla Vita, le altre forme viventi possono solo aggiungere intelligenza, libertà e creatività, cioè mattoni ma non valori e questo fa la differenza tra la specie umana e tutte le altre specie.
La Vita è prima di qualsiasi altra cosa ed è prima del sistema vivente dell'insieme degli universi.
Commento:
Come l'alba è prima del giorno e il tramonto è prima della notte, così la Vita è prima di ogni altra cosa ed è prima dell'insieme degli universi. E' il fluire della vita che crea gli universi e tutto quello che in essi esiste.
È prima anche dell'esistenza del SE', sia quello personale sia quello cosmico.
Commento:
Sull'esistenza del SE' Personale e del SE' Cosmico noi possiamo solo balbettare ma sappiamo che esistono e che guidano la vita umana nel suo cammino. Sia l'uno che l'altro sono creazioni della Vita e dunque diciamo che la Vita è prima dell'uno e dell'altro.
La Vita è e diviene e possiede l'arte di fondere la morte con la vita e l'arte di fondere l'essere con il divenire per poter creare, nel tempo, quello che non possiede dall'eternità: una forma di vita insieme eterna ed immortale.
Commento:
Alla Vita appartengono l'essere e il divenire, appartengono la morte e la vita, ora separatamente presi ora fusi e congiunti come frutto dell'arte di fondere insieme due o più opposti, e dunque diciamo che alla Vita appartengono sia gli opposti e sia l'arte di fondere gli opposti e di estrarre una nuova forma di vita che è superiore a quella che esisteva prima della fusione. Se la Vita è vista solo come essere è eterna ma se è vista solo come divenire è mortale, questo già l'abbiamo appreso con Parmenide e con Eraclito. Ma se è vista come fusione di essere e di divenire può essere insieme eterna e immortale. Un esempio preso dalla vita quotidiana di fusione di essere e di divenire è l'andare in bicicletta. C'è un istante in cui la bicicletta è ferma e un istante in cui la bicicletta è in movimento. Il movimento è frutto della sintesi di tre opposti: stabilità, movimento ed equilibrio tra stabilità e movimento. A noi è non dato di capire agevolmente come la morte e la vita possano essere fusi insieme e stare in equilibrio ma questo è quello che accade e che vediamo nelle opere d'arte se solo riflettiamo con accuratezza sul tipo di vita che possiedono le opere d'arte, un tipo di vita che è diverso da qualsiasi altro tipo di vita che conosciamo.
Perché la Vita così com'è è eterna ma non è ancora immortale.
Commento:
La Vita è come un fiume che scorre in continuità passando costantemente da una forma di vita all'altra attraverso il ciclo della morte e della rinascita. Tante vite nascono e tante vite muoiono. Le forme scompaiono la vita resta. Chiamiamo eternità la capacità della vita di fluire costantemente nel tempo creando il tempo in cui fluire. Se cessa il tempo cessa la vita. Chiamiamo immortalità la capacità di fermare il tempo, fermando il ciclo della morte e della rinascita, e, al tempo stesso, la capacità di creare il tempo e di condensare il tempo di tutti i tempi in una stessa e unica forma di vita che insieme è e diviene. E questo è quello che accade per antonomasia in ogni singola opera d'arte che è capace di creare bellezza immortale. Quando la Vita che è bellezza prima creerà una forma di vita che è bellezza seconda, creando una fusione tra le forze cosmiche e le forze umane, allora la vita sarà insieme eterna e immortale in quella singola forma. Quando questo accadrà all'interno di una singola vita umana e di molte vite umane fuse insieme allora la Vita sarà insieme eterna e immortale.

SETTIMO TEOREMA

La Vita non è l'Essere Supremo. La Vita non è Dio.

Dio è onnipotente e perfetto. La Vita è potente e imperfetta. Dio crea all'istante. La Vita ha bisogno di milioni e di miliardi di anni per portare a termine la sua creazione. Dio è eterno e immortale. La Vita è eterna ma è mortale e senza la morte non saprebbe creare nuove vite. E' mortale perchè è sottoposta al ciclo continuo della morte-rinascita. Tutte le forme di vita che essa crea sono soggette alla morte e tutte, per rinnovarsi, devono continuamente passare attraverso la morte. La Vita che è mortale, tende continuamente all'immortalità, ed è certo che prima o poi la raggiungerà. Dio è bellezza assoluta e nessuno può aggiungere qualcosa in più alla sua bellezza. La Vita è bella ma non ha la bellezza seconda, la bellezza immortale. Per raggiungerla ha bisogno di noi. Dio non ha bisogno di nessuno. Per la Vita noi siamo esseri preziosi, per Dio noi siamo "servi inutili". Dio che è pura perfezione non deve tendere alla perfezione. La Vita che è imperfetta, tende continuamente alla perfezione e spesso la raggiunge ma non si ferma mai. Tende sempre verso una perfezione maggiore. Dio, che è l'essere perfettissimo, spesso si rivela come un essere ingiusto che, ad ogni epoca, inventa sempre nuove forme di ingiustizia e nessuno vedrà mai la fine dell'ingiustizia sulla terra. La Vita che è imperfetta, non si cura della giustizia e dell'ingiustizia. Il suo scopo è raggiungere la perfezione dell'arte e lo scopo dell'arte è la creazione della Bellezza che ancora non esiste. Non ha senso chiedersi se l'opera d'arte è giusta o ingiusta. L'opera d'arte impone la sua verità, la sua libertà e il suo amore che è universale e inesauribile. Non impone mai la sua volontà e non decide chi è giusto e chi è ingiusto né chi deve andare all'inferno e chi in paradiso. Lo sforzo titanico della Vita di creare per sé e per tutti una forma di vita che sia immortale, è uno sforzo universale a cui concorrono tutti gli esseri viventi e non viventi, giusti o ingiusti che siano. Creare una forma di vita che sia immortale è la stessa cosa che creare una forma di bellezza che, una volta creata, non sia più soggetta alla morte. Una bellezza, che non è più soggetta alla morte, ha in sé una energia inesauribile che la mantiene costantemente in vita e che diffonde attorno a sé altrettanta energia vitale anch'essa immortale. Sono molti quelli che combattono per la giustizia ma quanti sono quelli che combattono per la Bellezza? La Vita crea, nel tempo, il SE' cosmico e il SE' personale. Questi hanno un alleato e un avversario: l'uomo. L'essere umano crea e l'essere umano distrugge ma, alla fine, è sempre la Vita che vince e che raggiunge gli obbiettivi che si è data sin dall'eternità. Su questa certezza si basa la speranza umana e questo è il filo rosso che collega le generazioni di ieri con quelle di oggi e quelle di domani. A questo chiodo, gli artisti della loro vita e della vita dell'universo, possono attaccare la cornice che racchiude la loro opera d'arte, quella individuale e quella corale. La parete non è più verticale ma trasversale, è mobile e non più immobile, come il Dio di Aristotele. Per i pigri, questo cambiamento genera spavento e smarrimento ma per gli audaci questo è cibo che nutre i loro sogni e le loro visioni.

SECONDA CONSIDERAZIONE FINALE

A che servono i teoremi della cosmo-art? La vita umana è come una tela dipinta da un pittore. Ogni tela ha bisogno di essere racchiusa in una cornice e ogni cornice ha bisogno di una parete e di un chiodo per attaccarla alla parete. Nella storia dell'umanità non esiste nessun popolo e nessuna civiltà che non abbia creato una sua cornice e un suo chiodo per attaccare la propria tela alla parete. Ma a ogni svolta della storia spesse volte la cornice si distrugge, la parete si rompe e il chiodo si spezza. Gli uomini smarriscono il senso della vita e mentre molti si distruggono miseramente altri cercano senza sosta quale cornice creare e a quale parete attaccare il chiodo che sostiene il loro quadro e la loro vita. La ricerca di una nuova visione cosmologica è essenziale per costruirsi una nuova cornice, un nuovo chiodo e una nuova parete. Questo è quello che io ho cercato di fare con il lavoro sui teoremi della cosmo-art.
Antonio Mercurio




ASSIOMI DELLA COSMO-ART

ASSIOMA N.1

Senza immaginazione non c' è creazione.

La vita umana è una proprietà emergente della vita biologica che si è autocreata in milioni e milioni di anni. Si è creata perché qualcuno, a un certo momento della storia del pianeta Terra, prima l'ha immaginata, poi l'ha pensata e poi l'ha realizzata. Si è potuta creare, perché nei primi due miliardi di esistenza della crosta terrestre, miliardi e miliardi di batteri hanno immaginato e creato la fotosintesi, la capacità di avere un codice genetico, la capacità di respirare, la capacità di muoversi, la capacità di aggregarsi in organismi pluricellulari, ecc…ecc.. Questo solo per nominare alcune delle invenzioni più straordinarie che ci sono state prima che l'uomo apparisse e prima che la biosfera si formasse. Senza immaginazione non c'è e non può esserci creazione alcuna e l'immaginazione è già una dote dei batteri. I batteri immaginano, pensano, e creano. Per secoli l'uomo ha immaginato di poter volare e noi oggi voliamo. La fantascienza è frutto della immaginazione umana e certamente è stata di grande aiuto per la creazione dei voli spaziali, quelli attuali e quelli futuri. Ma tutte le invenzioni umane sono frutto dell'immaginazione. Così se ora, con il mito della cosmo-art, immaginiamo che sia possibile creare per l'uomo una vita immortale, immaginazione coltivata dall'umanità in mille modi diversi, è certo che stiamo continuando a creare i presupposti perché un giorno l'immortalità emerga come una proprietà emergente della vita umana. Chi ha immaginato per primo l'uomo? Non una sola causa ma tante concause fuse insieme nell'arco di un tempo lunghissimo. Forse è accaduto già alle cellule eucariote quando hanno deciso di far emergere dalla vita unicellulare la vita pluricellulare. Chi ha immaginato l'esistenza di Dio o l'esistenza del karma o l'esistenza del Tao, ha creato il concetto di Dio e ha creato il concetto del karma e il concetto di Via e poi ha creato la credenza nell'uno e negli altri e senza queste credenze non si sarebbe mai creata la proprietà emergente della vita morale dei popoli. Oggi che questa vita morale è in piena crisi in Occidente, bisogna immaginare qualcosa di diverso per poterla ricreare dandole un respiro più ampio e totalmente nuovo. La cosmo-art ha immaginato la possibilità di poter creare la bellezza seconda e l'immortalità che è propria di questo tipo di bellezza. Ha anche immaginato la pluralità dei mondi, ma questo già l'avevano fatto Giordano Bruno e molti altri. Quello che è specifico alla immaginazione della cosmo-art è la possibilità per l'essere umano di poter viaggiare da un universo all'altro, all'infinito, avendo prima creato la sintesi vivente di quattro valori fondamentali ma opposti tra di loro: verità, libertà, amore e bellezza. Il problema che la cosmo-art si pone è questo: è mai possibile che l'essere umano sia da meno dei batteri? Ma allora bisogna stimolare la nostra immaginazione come loro e più di loro. Perché senza immaginazione non c'è creazione.

ASSIOMA N. 2

L'arte è progresso illimitato e continuo.

Da sempre l'umanità si divide in due partiti: i conservatori e i progressisti. Da sempre la vita umana si sviluppa come conservata nell'utero e come espulsa dall'utero, e questo in progressione continua. La religione da sempre è conservatrice e non progressista. La scienza ha sempre avuto sostenitori conservatori e sostenitori progressisti. L'arte, per suo statuto interno, è sempre stata progressista ma spesso incontra nel suo cammino oppositori accaniti quando si presenta con un nuovo salto qualitativo. La cosmo-art è una proprietà emergente dell'arte e della dimensione artistica dell'essere umano e come tale è progresso all'infinito. La cosmo-art, per suo statuto interno, esige che l'essere umano esca completamente fuori dall'utero materno e fuori dall'utero cosmico e questo non è possibile senza un percorso artistico dialettico che comporti innumerevoli morti e rinascite all'interno di ogni vita umana. La nascita dell'uomo da qualunque utero è un progresso continuo e non può essere attuata con la sola nascita biologica perché ad ogni utero che perdiamo ce ne creiamo immediatamente un altro. Ci vogliono continue nascite e l'Io fetale, sempre presente e attivo dentro l'Io adulto, si oppone tenacemente al progetto dell'Io adulto di nascere, di crescere e di evolversi. Questa è una verità che andrebbe sempre tenuta a vista. La cosmo-art e così pure la sophia-art sono arti esistenziali. Il progetto della sophia-art è quello di aiutare l'uomo a realizzarsi come artista della sua vita. IL progetto della cosmo-art è quello di aiutare l'uomo a realizzarsi come artista della vita dell'universo. La sophia-art crea la bellezza estatica. La cosmo-art crea la bellezza seconda. Come un tempo in Oriente si sono affermate le arti marziali e oggi sono molto diffuse anche in Occidente, adesso vogliamo immaginare che è venuto il tempo di affermare le arti esistenziali e di cominciare a diffonderle in Oriente e in Occidente. Questo sta già succedendo in India, in Russia e nei Paesi Baltici per iniziativa dell'IPAE di Ascoli Piceno e della sua direttrice Gabriella Sorgi e in Europa per iniziativa degli Istituti della SUR e del Gruppo di cosmo-art dello IAPE di Roma. La cosmo-art non è una scienza e non è una religione, è un movimento artistico aperto a chiunque desideri farne parte.

ASSIOMA N.3

Ogni nascita dell'Io ha molteplici dimensioni. La dimensione più alta è quella che porta alla creazione della bellezza seconda.

Omero, l'autore dell'Odissea, sa quanto sia doloroso nascere e nascere per intero. Per questo ha immaginato il suo eroe Ulisse, quasi del tutto diverso da quello dell'Iliade, e l'ha chiamato, molte volte nel corso del poema, "l'uomo dai mille patimenti". Quando Ulisse affronta un nuovo dolore è una nuova morte e una nuova nascita che affronta. Ogni sua nascita ha almeno una triplice dimensione: 1) è una nascita dall'utero materno 2) è una nascita dell'Io adulto dall'Io fetale 3) è una nascita dall'utero intracosmico verso un mondo ultracosmico, attraverso il campo di energia che è proprio della bellezza seconda. L'Odissea è un libro cult per la cosmo-art e non va letto solo come un poema che narra l'avventuroso ritorno di Ulisse ad Itaca ma come un libro sapienziale che racchiude al suo interno tesori di saggezza pari a quelli che, più o meno durante la stessa epoca (VII secolo a.c.), i poeti indù, quelli buddisti e quelli cinesi hanno concentrato nei loro sacri poemi. Il patto per la bellezza, il giuramento che ha portato i principi Achei a Troia, era un patto per la bellezza prima. Troia è stata espugnata ed Elena è stata riconquistata, dopo aver versato il sangue di molte vite. Ulisse, dopo la caduta di Troia, sollecitato da Atena e da Zeus, si è dato un altro patto, quello della bellezza seconda, ed è questo che lo ha riportato ad Itaca, l'isola della bellezza seconda, dopo una lunga e tormentata odissea, dove non è il sangue versato che conta ma la morte e la nascita dell'Io in continua trasmutazione. Tra la prima e la seconda bellezza c'è un abisso di differenza. Elena rappresenta la bellezza prima, quella che è sottoposta ai danni del tempo e della morte fisica. Penelope rappresenta la bellezza seconda, quella che non soggiace più alla morte ed è il frutto della fusione tra ying e yang. La bellezza prima è una proprietà emergente della natura e della vita cosmica (un bel volto, un bel paesaggio, un bel tramonto, un cielo stellato, ecc…); la bellezza seconda è una proprietà emergente della vita umana e della vita cosmica fuse insieme. Creare questa fusione è stato il vero compito di Ulisse e questa fusione non si compie senza dover passare attraverso mille patimenti. Il Quinto Teorema dice che una proprietà emergente è sempre frutto di una rete di sottosistemi che si fondono insieme per formare un sovrasistema. La proprietà emergente in quanto tale appartiene al sovrasistema e a nessuno dei sottosistemi singolarmente presi. La bellezza seconda può emergere da un SE' Corale ma non potrà mai emergere da un SE' Personale che non si fonde con altri SE' Personali per creare insieme il SE' Corale.

ASSIOMA N.4

Non ogni immortalità è felicità.

Sulla scia di Platone, la religione cristiana e quella musulmana danno per certa l'immortalità dell'anima ma, per garantire ai credenti, una immortalità felice hanno associato immortalità e perfezione morale. In Oriente e in Occidente, senza la ricerca della perfezione morale, all'uomo non è data alcuna possibilità di godere felicemente della sua immortalità. La ricerca della perfezione artistica, spesse volte assicura agli artisti una vita immortale ma non garantisce loro una immortalità felice. Ciò perché l'immortalità appartiene alle opere create nelle quali vive l'Io dell'artista e quest'Io però, dopo la morte, non gode di nessuna felicità. E' l'Io dei fruitori che gode. L'ambizione della cosmo-art è quella di raggiungere, attraverso un nuovo tipo di perfezione artistica, una immortalità basata sulla creazione della bellezza seconda e sul godimento di questa bellezza da parte di ogni Io che si incarna, prima, in un SE' corale e, poi, nel campo di energia che è specifico della bellezza seconda prodotta dal SE' Corale. Poiché la bellezza seconda è immortale ed è viva per sempre e l'Io è divenuto un tutt'uno con essa, per sempre la bellezza può contemplare se stessa e godere di sé. La perfezione artistica che è propria della cosmo-art è composta dalla sintesi di apporti provenienti dalle più diverse perfezioni sin qui realizzate nella storia dell'umanità e che ora però vengono spogliate dei loro canoni tradizionali e trasformate quanto alle loro mete finali. Non ci interessa più una perfezione morale di tipo lineare dove, secondo i canoni tradizionali, non può esserci posto alcuno per la presenza del male, né piccolo né grande né solamente immaginato o solamente pensato e poi agito. Questa perfezione ha creato i santi ma ha anche creato una schiera infinita di esseri alienati e di ipocriti che solo perché pensano di essere perfetti questo basta loro per pretendere di essere tali. Vogliamo invece una perfezione di tipo dialettico che comporti l'accettazione, nel cammino di ogni essere umano, della presenza contemporanea del bene e del male, del conflitto tra l'uno e l'altro e poi non l'eliminazione dell'uno o dell'altro ma la trasformazione e la sintesi dell'uno con l'altro. Quanto ai valori ne preferiamo quattro in particolare: Verità, Libertà, Amore e Bellezza, valori che presi a coppia sono opposti tra di loro e pochi sinora se n'erano accorti. E' nuova la ricerca di creare una sintesi tra ogni coppia di questi valori e questa sintesi è un'opera d'arte che richiede tenacia, coraggio, creatività e percorsi dialettici che non sono ammissibili dalla perfezione morale sin qui conosciuta. Dalla ricerca della perfezione alchemica abbiamo appreso la necessità della continua trasmutazione dell'Io ma essa ora è affidata soltanto alla fedeltà alle leggi della vita e all'ascolto del SE' Personale e del SE' Corale e non più ai canoni alchemici che erano conosciuti solo da pochi eletti. Dal modo cooperativo e sistemico con cui la Natura e il Cosmo perseguono la perfezione abbiamo appreso la necessità di cercare una perfezione corale la quale esige la creazione di un unico organismo vivente composto da parti che prima erano estranee tra loro e dopo sono tutte connesse tra loro mediante una continua e complessa causalità circolare. Riassumendo, la perfezione artistica che è propria della cosmo-art è composta dalla sintesi di varie perfezioni fuse insieme. E' una perfezione che è dinamica e non statica; una perfezione che insieme è e insieme diviene. E' una sintesi di perfezione morale (perché include una ricerca di valori che sono opposti tra di loro: amore, libertà, verità e bellezza) con una sintesi di perfezione alchemica (perché esige la continua trasmutazione dell'Io, a partire dall'Io embrionale e fetale) con una sintesi di perfezione artistica (perché esige la creazione di un'opera d'arte, quale è la vita come opera d'arte e la creazione della bellezza seconda e l'arte esige la perfezione) con una sintesi di perfezione corale (perché esige la creazione di un unico organismo vivente composto da persone estranee tra di loro) e con una sintesi di perfezione naturale, di perfezione umana e di perfezione cosmica, che favoriranno lo sviluppo di potenzialità umane che non conosciamo ancora e si riveleranno in futuro. Questa sintesi, che è una rete di sintesi di vari sistemi, non è stata ancora proposta da nessuno e ad esaminarla bene si rivela che è molto ardua e che non è una meta che un individuo possa raggiungere da solo. Che s'intende per "perfezione"? Per le religioni dell'Occidente, la perfezione è uno stato dell'anima e per conquistarlo bisogna raggiungere la totale purificazione dell'anima da qualunque colpa, grande o minima che sia. Per le religioni orientali, la perfezione consiste nel totale distacco dall'Ego e dalla mente e da qualunque presenza karmica che rende sporca e impura l'anima. Per le religioni, l'anima è immortale per sua natura e si ha o perchè è creata da Dio ovvero perché esiste come monade sin dall'eternità. Per il Buddismo, Dio non esiste e l'anima neppure ma, per molti buddisti, quest'ultima è una questione controversa. Il Buddismo è sorto nel 600 a.c. e, nel corso dei millenni, è stato interpretato dai suoi seguaci in vari modi diversi. La perfezione consiste nel raggiungere il Nirvana o l'Illuminazione. Per gli alchimisti, la perfezione consiste nel saper passare attraverso tutti gli stadi che sono necessari per raggiungere la creazione dell'opus ( =la trasformazione del piombo in oro), dall'opera al nero all'opera al bianco e al rosso (nigredo, albedo, rubedo). La coniunctio oppositorum e le nozze mistiche tra il re e la regina sono un altro modo di descrivere il raggiungimento della perfezione alchemica. Per gli artisti, la perfezione è saper raggiungere in un'opera la totale armonia delle parti; saper racchiudere l'universale nell'individuale; saper trasmutare l'essenza e l'esistenza delle cose; saper creare una forma di vita che in natura non esiste, una forma di vita da incarnare nell'opera d'arte e che, una vota incarnata, non è più soggetta alla morte a differenza di tutte le altre forme di vita che esistono su questo pianeta e su questo universo. Per la natura, si può dire che la perfezione consista nella capacità di assemblare insieme le cose più disparate e di renderle capaci di una totale cooperazione tra loro per poter creare organismi viventi, capaci di evolversi e di avanzare verso una sempre maggiore complessità. Per la cosmo-art, la perfezione consiste nella capacità dell'Io di saper creare nella propria vita la sintesi degli opposti, man mano che essi si presentano; nel saper creare la fusione di valori che sono opposti tra loro e così darsi un'anima che sia immortale; nella capacità dell'Io di saper entrare con interezza in un percorso dialettico dopo essersi svincolato dalla gabbia infernale della mente che conosce solo percorsi lineari. Nella capacità dell'Io di saper trasmutare l'essenza e l'esistenza dell'Io, portandolo da una identità inferiore a una identità superiore, da una identità acquisita a una identità sconosciuta, secondo le indicazioni del SE' e delle leggi della vita per poter arrivare a creare la bellezza seconda, la bellezza che non muore mai. Secondo la cosmo-art, la perfezione non è uno stato a cui tendere ma una serie di eventi da creare; eventi trasformativi che sono frutto di un lungo cammino e che possono realizzarsi, date le opportune condizioni, anche in un solo istante e in maniera del tutto imprevedibile, attraverso l'agire non di una causa lineare ma di una causa circolare e non di una sola causa ma di una molteplicità di cause. A volte basta, un solo evento, a volte ci vogliono tanti eventi, uno ogni volta che la vita ci mette di fronte a un bivio e bisogna saper fare la scelta giusta. Dove sta la felicità in questa nuova prospettiva? La Vita gode della sua creazione mentre la compie. L'artista gode della sua creazione mentre la realizza. I cosmoartisti godono della vita che creano quando creano la bellezza seconda e si incarnano in questa nuova vita che è insieme eterna ed immortale. Questo godimento è corale e individuale al tempo stesso; è presente nel tempo di questo universo e va al di là di questo tempo quando naviga da un universo all'altro ed entra nel tempo degli altri universi. La bellezza seconda è un campo di energia, creato da due o più soggetti fusi insieme (una coppia Io-SE', Io-Tu o un gruppo: Io-gli Altri) che, una volta creato, vive per sempre e gode per sempre della nuova vita che possiede e in esso vivono e godono per sempre i soggetti che l'hanno creato. La coppia Io-Tu non è solo quella composta da un uomo e una donna ma anche quella che è formata da due persone che si fondono insieme attraverso l'amicizia come decisione: v. "Scent of a Woman" con i personaggi di Slide e Charlie, "Le ali della libertà" con Andy e Red, "Scoprendo Forrester" con Forrester e Jamal.

ASSIOMA N. 5

Ci possono essere mete giuste contenute entro modalità sbagliate.

Col passare del tempo, molti modi con cui l'umanità ha immaginato il raggiungimento dell'immortalità degli esseri umani si sono rivelati sbagliati ( per es. il modo come i faraoni hanno immaginato la loro vita immortale). E tuttavia, coloro che li hanno inventati, in una cosa non si sono sbagliati: nel tenere viva negli uomini la ricerca dell'immortalità. Ugualmente un giorno potrebbe accadere che il modo di raggiungere l'immortalità proposto dalla cosmo-art si possa rivelare anch'esso in qualche modo sbagliato. Al momento attuale la cosmo-art è un mito da creare e non una verità scientifica accertata. Ciononostante alcune cose tra quelle proposte dalla cosmo-art non saranno mai sbagliate: a) l'apertura mentale su orizzonti infiniti ancora da immaginare; b) il passaggio evolutivo dall'arte alla cosmo-art e il nuovo significato dell'arte; c) la preferenza accordata ad alcuni valori piuttosto che ad altri, in particolare a quello della bellezza: il valore in cui si fondono tutti gli altri valori e diventano un solo e unico valore; d) l'aver dato al dolore un senso che non era mai stato dato da nessuno prima d'ora; e) l'aver dato una nuova finalità alla formazione dell'Io sociale che è quella della creazione di un unico organismo vivente realizzato con la cooperazione e l'unificazione di molti individui estranei tra di loro; f) l'aver dato a tutti gli esseri umani la fiducia sull'esistenza del loro potere creativo artistico (che non è più solo appannaggio degli artisti professionisti); g) l'aver inserito tra l'Io e il Cosmo la causalità circolare come mezzo dell'evoluzione dell'uno e dell'evoluzione dell'altro; h) l'aver creato una nuova visione cosmologica e una nuova cornice in cui inserire la vita umana; i) l'aver creato un ponte tra la vita intrauterina, la vita intracosmica e la vita ultracosmica; j) l'aver dato all'uomo un posto come co-creatore, accanto all'Universo, di una forma di vita che senza l'uomo l'Universo non si può dare.

ASSIOMA N. 6

QUANDO NASCO IO ? *

La VITA esiste sin dall'eternità, perché se esiste qualcosa non può mai essere esistito il nulla, e continuerà ad esistere in eterno in virtù del principio di causalità circolare. La VITA produce energia che si condensa in materia e materia che si trasforma in energia, in un ciclo continuo e inarrestabile anch'esso basato sul principio di causalità circolare. La VITA è come un fiume che scorre incessantemente. Un fiume si genera in virtù della causalità circolare che porta l'acqua al mare e dal mare la riporta alle nuvole e dalle nuvole la riporta al fiume. La quantità dell'acqua sul pianeta terra è quella che è, da sempre. Per quanto ne sappia, considerando i ghiacciai come acqua, non è mai aumentata e non è mai diminuita. Nel fiume si sviluppano infinite forme di vita. Ogni forma di vita è una proprietà emergente della VITA. Io sono una forma di vita, dunque io sono una proprietà emergente della VITA e, come tale, ero contenuto nella VITA sin dall'eternità. Che poi Io sia apparso, nella mia forma specifica, in un dato momento della storia della VITA, questo non toglie nulla alle mie origini eterne. La neve ha origine dal vapore acqueo condensato in nuvole. La neve è una proprietà emergente dell'acqua. L'acqua ha origine da un composto di idrogeno e ossigeno. L'idrogeno si è formato subito dopo il Big Bang; l'ossigeno invece ha un'origine successiva. Non esiste un fiocco di neve che sia identico all'altro. Ogni cristallo di neve ha una forma unica e irrepetibile. Un fotografo americano, di nome Bentley, ne ha fotografato in cinquanta anni più di seimila ed erano tutti diversi l'uno dall'altro. Gli scienziati studiano secondo quali leggi avvenga questo fenomeno ma esso resta ancora avvolto in un fitto mistero. Ogni essere umano è unico e irrepetibile. Come un cristallo di neve è contenuto nella sua forma unica e straordinaria nella potenzialità dell'acqua, così ogni essere umano è contenuto nella sua forma unica e straordinaria nella potenzialità della VITA. L'universo attuale, dicono gli scienziati, esiste da 15 miliardi di anni circa e, dicono pure, che esso era tutto contenuto, come proprietà emergente, nella singolarità che è esplosa con il Bing Bang. Io faccio parte di questa storia di miliardi di anni. L'universo fa parte di una storia ancora più grande e io con lui.
* (Non si tratta dell'Io dell'autore ma di qualunque Io).

ASSIOMA N. 7

QUANDO MUOIO IO ?

Ogni fiocco di neve si scioglie sotto i raggi del sole e ridiventa acqua. L'acqua rientra nel ciclo continuo della materia che diventa energia e dell'energia che si condensa in materia. L'acqua rientra nel ciclo della VITA senza dover fare fatica alcuna. Ma se qualcuno fotografa un cristallo di neve, prima che la neve si sciolga, quel cristallo vive di vita propria su un supporto di celluloide o su un supporto digitale. Questo non accade senza che qualcuno si affatichi per predisporre tutto ciò che è necessario per fotografare un cristallo di neve. Riuscite a immaginare quanta fatica ci vuole per isolare un cristallo di neve dal suo fiocco e poi fotografarlo? Ogni cristallo è fatto di materia e di energia. La materia è l'acqua. L'energia è la forma del cristallo; ed è la forma che ha creato quel cristallo. Ogni corpo umano che diventa cadavere si dissolve e rientra nel ciclo della vita biologica, senza dover compiere fatica alcuna. Ma un essere umano non è composto di solo corpo. Nel corpo, c'è una materia fatta di atomi e un'energia fatta di zuccheri. Questa materia e questa energia sono quelle che, alla morte, si dissolvono nel ciclo biologico. E poi c'è un'energia particolare che è la forma dell'Io che inerisce a ogni singolo corpo e che è la forma che ha creato quel dato Io e quel dato corpo. Qui le religioni si sbizzarriscono per dire, ognuna a modo loro, di che cosa è fatta questa forma e se questa forma è effimera o è immortale. Le religioni che dicono che la forma è immortale e che si chiama anima, sono quelle che sinora hanno avuto più successo nella storia. Fa sempre piacere sapere di avere un'anima immortale, sia che venga destinata al paradiso sia che venga destinata all'inferno, perché questo vuol dire che, una volta nato, io non morirò mai. Secondo la cosmo-art, la forma conviene chiamarla Io e l'Io è effimero o immortale, a seconda che l'Io accetti o meno di faticare, insieme ad un SE' Corale, per darsi un'anima che sia immortale. Alla nascita l'Io è dotato di un'anima che è mortale (anima vegetativa, anima sensitiva, anima razionale) ma è anche dotato di una energia creativa con la quale può, giorno dopo giorno, trasformare la sua anima mortale in un'anima immortale; un'anima la cui essenza è fatta di bellezza prima trasformata in bellezza seconda, una bellezza che non muore mai. Siamo come pittori che riceviamo tutti una tela e questa tela, di per sé, è banale ed è mortale. Ci sono pittori che sanno trasformare questa tela in un'opera d'arte immortale (e nessuno più pensa alla tela che sta sotto il dipinto) e ci sono pittori che non sanno dipingere e, invece di dipingere, riescono solo a sporcare la tela e, logicamente, essa non diventerà mai immortale. Quella tela che doveva servire per creare bellezza è diventata un lenzuolo che avvolgerà un cadavere. Questo concetto dell'anima che, vincendo la morte, diventa immortale è stato sviluppato con particolare cura nel 1° Laboratorio di cosmo-art dove abbiamo lavorato con l'aiuto del film "Scent of a woman" del regista Martin Brest. Quando muoio Io? Se Io insieme a un SE' Corale creo bellezza seconda, non morirò mai e, se non ne creo nessuna, il mio Io si dissolverà insieme con il mio corpo. E' triste ma è così. Non tutti gli ovuli né tutti gli spermatozoi che sono creati in natura concorrono a creare una vita e non tutte le vite che sono create si sviluppano fino a raggiungere la maturità e la pienezza. Bisogna darsi da fare. Per questo ci è stata data la vita, per questo ci è stato dato il dolore, per questo ci è stata dato il sapere, la creatività, la saggezza e l'arte. Nel caso in cui l'Io muoia insieme con il corpo non muore però la causalità che è stata creata da una esistenza umana inserita nella vastità della causalità circolare che muove questo universo (e ne fa la sua storia). Una vita, dunque, con tutto ciò che ha creato e che ha distrutto, conserva sempre un suo significato anche se resta circoscritto solo allo spaziotempo di questo universo. Ma noi vogliamo di più. Vogliamo l'immortalità dell'Io e l'immortalità dell'Io si crea soltanto con la bellezza seconda.

ULTIMA CONSIDERAZIONE FINALE

A che servono questi assiomi? A chiarire meglio cos'è la cosmo-art e a dare una mia risposta personale alle domande che gli esseri umani costantemente si pongono sulla vita e sulla morte e non sono contenti delle risposte che hanno trovato sin qui.



Antonio Mercurio


Nota: tutto il testo pubblicato in questa pagina è tratto dal libro:
A. Mercurio, "Teoremi e Assiomi della Cosmo-Art", Ed. Sur., Roma, 2004 - Qui pubblicato su gentile concessione dell'Autore. E' vietata ogni riproduzione, anche parziale, senza in consenso scritto dell'Autore e dell'Editore.
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